Pianta aloe d’inverno: 12 cose da sapere per evitare di danneggiarla

Le stagioni non sono sempre motivo di preoccupazione per le piante grasse, dato che la pianta aloe d’inverno va in uno stato di riposo vegetativo, una sorta di letargo che ne rallenta la crescita.
Solo una stagione invernale troppo rigida che scenda al di sotto degli zero gradi potrebbe causare danni visto che esiste la possibilità che la pianta non resista. La temperatura ottimale per far crescere bene la pianta è comunque sempre intorno ai 20/ 22 gradi.

Aloe vera d’inverno: pianta da tenere dentro o fuori casa?

Una delle fonti vitali di questa pianta grassa è l’esposizione continua alla luce, infatti non importa se la pianta di aloe vera d’inverno sta dentro o fuori casa, la cosa importante è che stia in un luogo costantemente illuminato.

In inverno, è preferibile che la pianta aloe sia rivolta verso sud, dove può prendere più luce possibile anche durante le giornate grigie, appoggiandola su un tavolino vicino alla finestra (e non sopra). Per quanto riguarda le quantità di idratazione, è sempre opportuno regolarsi con il terreno per evitare di farle avere degli sbalzi termici. Riguardo, invece, i fertilizzanti, di norma non vengono applicati durante il freddo rigido, dato che durante il riposo vegetativo la pianta potrebbe avere delle ustioni.

Solo nel caso in cui il terreno non fosse abbastanza nutriente, sarà opportuno somministrare un fertilizzante ricco di potassio, azoto e fosforo, almeno una volta all’anno nella fase primaverile, perché con l’aumento della temperatura termina anche lo stato di riposo vegetativo.

Cosa fare se l’aloe vera ha preso freddo

Quando purtroppo capita che in inverno l’aloe vera ha preso freddo, si gelano le foglie e solo molto raramente si possono salvare.

Per prevenire che accada, bisogna quindi tenere la pianta:

  • Dentro casa, su un tavolino vicino alla finestra
  • Coperta con un telo che le permetta comunque di prendere luce e aria
  • In una serra ben attrezzata e resistente

Nel caso ci siano problemi di elevata umidità e correnti d’aria anche in casa, bisogna ulteriormente coprire la pianta con un telo di film plastico, dato che potrebbe essere danneggiata come se si trovasse in un ambiente esterno.

Qualora, invece, nonostante tutte le precauzioni del caso le foglie della vostra pianta di aloe dovessero congelarsi, la cosa migliore da fare è controllare bene la pianta e rimuovere le foglie man mano che muoiono. Se, però, il gelo avesse colpito tutto il fusto, è assai probabile che ci sia ben poco da fare! Solo se qualche foglia rimane integra, allora è possibile che si formino dei polloni sani.

Aloe vera con foglie molli

Quando la pianta aloe che si trova all’aperto subisce dei traumi termici a causa del freddo, bisogna spostarla in casa e attendere che le foglie molli d’aloe vera, nere e rugose vengano tutte fuori per poi tagliarle, cercando in questo modo di salvare la pianta.

Quando invece sulla base ci sono delle foglie marce, si può provare a recuperarla togliendo delicatamente con un coltello disinfettato le foglie malate ma facendo attenzione a non danneggiare troppo il fusto. Se anche quest’ultimo marcisce, allora è bene far analizzare la nostra pianta di aloe da un vivaio per vedere se si riesce a recuperarla.

Aloe vera con le foglie verso il basso

A volte, in inverno, può succedere di avere una pianta di aloe vera con le foglie che vanno verso il basso, ingialliscono e cadono. Anche in questo caso bisogna estrarla dal terreno eliminando le radici marce e ripulire tutto l’apparato radicale del vecchio terriccio con un leggero getto d’acqua.

Fatto questo, è necessario attendere che la pianta di aloe si asciughi almeno per una settimana e poi invasarla nuovamente con un composto di terriccio al 40% e al 60% di inerti, come sabbia grossolana, lapilli e pomice.

Aloe vera con foglie gialle

 A volte, per mancanza di luce, può capitare che alcune parti della foglia di aloe ingialliscano, oppure diventino marroni per l’eccessiva esposizione al sole. Si tratta anche in questo caso di segni importanti da riconoscere e che richiedono un pronto intervento per evitare di far morire la pianta.

Il periodo di rinvaso dell’aloe vera

Il periodo di rinvaso dell’aloe vera è nel periodo primaverile, cambiando il terriccio ogni 2-3 anni, basandoci anche sulla crescita dell’esemplare. Questa procedura è preferibile farla in due, in modo da non causare danni alla pianta.

La potatura invece è una procedura non necessaria per la pianta di aloe; l’unica cosa da fare è pulirla frequentemente eliminando le foglie secche.

Il fiore aloe vera

Uno dei segni particolari che contraddistinguono queste piante succulente sono i diversi colori delle varie specie nel momento della fioritura. Il fiore dell’aloe vera della specie Aloe Barbadensis Miller è, infatti, di colore giallo in fase prematura, fino a diventare verde come quello della specie Chinensis, mentre quelli dell’Aloe arborescens e Ferox sono rossastri.

Per quanto riguarda il periodo della fioritura, questo cade in primavera o autunno a seconda della specie.  I fiori compaiono sulla cima di un lungo stelo, che talvolta prende la forma di un grappolo. Contrariamente a quello che avviene per altre piante grasse, l’aloe non muore dopo la fioritura. 

Aloe vera senza radici

Quando capita di avere un’aloe vera senza radici, solitamente questo è dovuto ad un terreno troppo torboso, che non stimola la pianta a produrre un ingente pane radicale.
Si consiglia quindi di spostarla in un vaso con terreno sabbioso o terriccio prevalentemente minerale, in grado di trattenere maggiormente l’acqua e di far sviluppare così le prime radici.

Come regola generale, il terreno in cui è coltivata l’aloe vera non deve essere troppo arido, perché se l’acqua si prosciuga velocemente questo potrebbe essere un rischio per la sopravvivenza della pianta: è quindi sempre bene controllare, sia in estate che in inverno, lo stato idrico del terriccio.

Aloe vera in giardino

Per coltivare l’aloe vera in giardino, è necessario scegliere e preparare con cura il terreno. L’aloe è, infatti, una pianta grassa che cresce in un clima semi desertico, quindi richiede un terreno facile da drenare, dal ph leggermente acido poiché un terreno alcalino potrebbe frenare o addirittura interrompere lo sviluppo della pianta.

La preparazione del terreno per le piante d’aloe coltivate in giardino non richiede particolari accorgimenti, dato che si tratta di una specie vegetale con radici poco profonde. Gli unici aspetti da curare sono il drenaggio del suolo, che dovrà essere in leggera pendenza per evitare che l’acqua piovana ristagni, e il distanziamento fra le talee se decidete di piantare più piantine di aloe. La distanza ottimale fra una piantina e l’altra è di circa 60/70 cm.

Sarà anche opportuno liberare il terreno dalle erbacce e nutrirlo almeno una volta l’anno (ma mai in inverno) con fertilizzanti a base di nitrato di ammonio.

La posizione ideale della pianta aloe d’inverno

Sia che decidiate di coltivare l’aloe in casa oppure in giardino, una cosa molto importante da sapere è che oltre al freddo la pianta di aloe non sopporta il vento. Sarà quindi indispensabile collocare le nuove piantine in una zona priva di correnti d’aria e raffiche di vento.

La posizione ideale in cui coltivare la vostra pianta di aloe in inverno dovrà dunque essere:

  • Esposta alla luce del sole per buona parte della giornata
  • Non ventilata
  • Con una temperatura mite (meglio mai al di sotto dei 20 gradi).

La pioggia di per sé non crea problemi alle foglie ma può provocare ristagni nel vaso se tenete la pianta all’aperto. In questo caso si consiglia di spostarla il prima possibile sotto una tettoia riparata oppure in casa fino a che almeno non avrà smesso di piovere.

Aloe vera crescita

Una pianta di aloe può vivere circa 6-7 anni e le foglie di un esemplare maturo possono raggiungere perfino i 2 metri di lunghezza! Anche la direzione di crescita delle stesse foglie è importante per valutare se la vostra pianta di aloe sta crescendo bene:

  • Se le foglie crescono verso l’alto e verso l’esterno questo significa che la pianta sta ricevendo abbastanza luce quindi il suo sviluppo sta procedendo nel modo giusto;
  • Se invece le foglie crescono in direzione orizzontale rimanendo a livello del terreno allora probabilmente la pianta non sta ricevendo luce solare a sufficienza. In questo caso sarà bene trasferirla subito in un’area della casa più soleggiata.

Pianta aloe vera e acqua

Il rapporto fra pianta di aloe vera e acqua è più complesso di quello che sembra. Si tratta infatti di una pianta che ha bisogno di essere idratata per sopravvivere ma è necessario che il terreno in cui è coltivata sia sempre ben drenato e non molliccio.

Ecco qui quali sono le regole generali da seguire per fornire alla vostra pianta di aloe la corretta idratazione in tutti i periodi dell’anno:

  • La pianta di aloe non deve essere annaffiata dopo essere stata appena piantata per talea. Questo infatti potrebbe far marcire le radici prima ancora che attecchiscano nel nuovo terreno;
  • Durante la fase di crescita, la pianta di aloe deve essere innaffiata ogni volta che il terreno è asciutto, quindi in estate anche ogni giorno. È molto importante però controllare sempre con la mano lo stato di umidità del terreno per evitare di esagerare con l’irrigazione facendo così ingiallire le foglie;
  • Se le foglie diventano gialle e/o appaiono molli e spappolate, è probabile che la pianta stia ricevendo troppa acqua quindi è bene sospendere l’irrigazione per almeno una settimana e almeno fino a che le foglie non ritornano verdi e belle carnose;
  •  Se le foglie al contrario tendono a diventare sottili e arricciate, è probabile che il quantitativo di acqua non sia sufficiente quindi occorre aumentare l’irrigazione, facendo però sempre attenzione che non vi sia ristagno di liquidi nel terreno;
  • Infine, durante la stagione fredda, la pianta di aloe richiede di essere innaffiata solo di rado e quando il terreno è completamente asciutto (in genere una o due volte al mese). Come abbiamo detto infatti durante l’inverno l’aloe entra in una fase dormiente in cui ha bisogno di pochi nutrienti per sopravvivere.